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Spirometria: cos'è, come si esegue e chi dovrebbe farla

Redazione Medica — Poliambulatorio Medical, Lamezia Terme·

La BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) è la quarta causa di morte a livello mondiale e colpisce in Italia circa 3 milioni di persone, la metà delle quali non sa di averla (fonte: GOLD 2023). La spirometria è l'unico esame in grado di identificarla nelle fasi iniziali, quando l'intervento è più efficace. Eppure viene prescritta in modo insufficiente, anche nei pazienti con fattori di rischio noti come il fumo cronico.

Cos'è la spirometria e cosa misura?

La spirometria è un esame strumentale non invasivo che misura la quantità e la velocità dell'aria che entra ed esce dai polmoni. I parametri principali sono: FVC (capacità vitale forzata): il volume totale d'aria espirata con il massimo sforzo; FEV1 (volume espiratorio forzato al primo secondo): la quantità d'aria espirata nel primo secondo di un'espirazione forzata massimale; FEV1/FVC (indice di Tiffeneau): il rapporto tra i due, che distingue pattern ostruttivi (asma, BPCO) da pattern restrittivi (fibrosi polmonare, patologie della parete toracica). Un FEV1/FVC inferiore a 0,70 dopo broncodilatatore è il criterio diagnostico principale per la BPCO secondo le linee guida GOLD.

Come si esegue la spirometria?

Il paziente siede di fronte allo spirometro, indossa una clip nasale per bloccare il passaggio dell'aria dal naso, e respira attraverso un boccaglio. L'esame prevede più prove: dapprima si eseguono respirazioni normali (spirometria semplice), poi espirazioni forzate massimali (spirometria forzata). Il test di reversibilità consiste nel ripetere la spirometria dopo la somministrazione di un broncodilatatore inalatorio (salbutamolo): un miglioramento significativo del FEV1 (≥12% e ≥200 ml) indica reversibilità dell'ostruzione, tipica dell'asma. L'intera procedura dura circa 20-30 minuti. L'esame è indolore e sicuro, pur richiedendo un piccolo sforzo fisico.

Chi dovrebbe fare una spirometria preventiva?

Le linee guida GOLD e la Società Italiana di Pneumologia raccomandano la spirometria nei seguenti profili: fumatori o ex-fumatori con più di 10 pack-year (pacchetti/die × anni di fumo), soggetti con tosse cronica produttiva (oltre 3 mesi l'anno per 2 anni consecutivi), persone con dispnea da sforzo progressiva o ridotta tolleranza all'esercizio, lavoratori esposti a polveri, fumi o agenti chimici (silice, carbone, isocianati), pazienti con frequenti infezioni respiratorie ricorrenti. Anche in assenza di sintomi, uno screening spirometrico a partire dai 40 anni nei fumatori cronici è considerato costo-efficace dalla letteratura.

Qual è la differenza tra BPCO e asma alla spirometria?

Entrambe le condizioni producono un pattern ostruttivo alla spirometria (FEV1/FVC ridotto), ma si distinguono per il test di reversibilità. Nell'asma bronchiale, l'ostruzione è tipicamente reversibile dopo broncodilatatore, il che significa che il calibro dei bronchi si normalizza con la terapia. Nella BPCO, l'ostruzione persiste anche dopo broncodilatatore: il danno alle vie aeree e al parenchima è strutturale e non completamente reversibile. Tuttavia, la distinzione non è sempre netta — una quota di pazienti presenta un quadro misto (ACOS, Asthma-COPD Overlap Syndrome) che richiede una valutazione pneumologica specialistica.

Come prepararsi alla spirometria?

Per ottenere risultati attendibili, nelle ore precedenti all'esame è necessario: non fumare nelle 4 ore prima; evitare attività fisica intensa nelle 2 ore precedenti; non usare broncodilatatori a breve durata d'azione (salbutamolo) nelle 6 ore precedenti se è previsto il test di reversibilità — salvo diversa indicazione dello specialista; evitare pasti abbondanti nell'ora prima. Non è necessario il digiuno. Informare lo specialista di tutti i farmaci in uso, in particolare broncodilatatori inalatori, beta-bloccanti e steroidi.

Quando i risultati della spirometria richiedono una visita pneumologica?

Il referto spirometrico da solo non è sufficiente per una diagnosi: va sempre interpretato in un contesto clinico. Una spirometria con pattern ostruttivo (FEV1/FVC <0,70), restrittivo (FVC ridotta con FEV1/FVC normale) o misto richiede una valutazione pneumologica per definire la diagnosi, la stadiazione e il trattamento. Anche una spirometria nella norma, in presenza di sintomi persistenti, non esclude una patologia polmonare e richiede ulteriori accertamenti.

In sintesi

La spirometria è l'unico esame che permette di identificare la BPCO e valutare oggettivamente la funzionalità polmonare. Nei fumatori cronici e in chi presenta sintomi respiratori persistenti, eseguirla è un atto di prevenzione concreta e a basso costo.

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Nota informativa: Questo articolo ha scopo esclusivamente educativo e divulgativo. Non costituisce diagnosi né consiglio medico personalizzato e non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario abilitato.