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Ansia e attacchi di panico: come riconoscerli e quando rivolgersi a uno psicologo

Redazione Medica — Poliambulatorio Medical, Lamezia Terme·

Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, circa il 5-6% della popolazione italiana soffre di un disturbo d'ansia in forma clinicamente rilevante. I disturbi d'ansia sono tra le condizioni più diffuse nella medicina generale, eppure rimangono spesso non diagnosticati per anni. Capire la differenza tra ansia normale e disturbo d'ansia — e tra un momento di stress intenso e un attacco di panico — è il primo passo per cercare il supporto adeguato.

Cos'è l'ansia e quando smette di essere normale?

L'ansia è una risposta fisiologica e adattiva a situazioni percepite come minacciose o incerte. Prepara l'organismo all'azione, aumenta la vigilanza e migliora le prestazioni in contesti di sfida moderata. Diventa problematica quando è sproporzionata rispetto alla situazione reale, quando si prolunga oltre l'evento che l'ha scatenata, quando limita le attività quotidiane (lavoro, relazioni, sonno) e quando il paziente non riesce a controllarla nonostante ne riconosca l'irrazionalità. Il Disturbo d'Ansia Generalizzata (DAG), secondo il DSM-5, è caratterizzato da preoccupazione eccessiva per diversi domini della vita per almeno 6 mesi, con sintomi somatici associati come tensione muscolare, irritabilità, difficoltà di concentrazione e insonnia.

Cosa succede durante un attacco di panico?

Un attacco di panico è un episodio acuto e intenso di paura o disagio che raggiunge il picco entro pochi minuti. I sintomi fisici includono: tachicardia o palpitazioni, dispnea o sensazione di soffocamento, dolore o fastidio toracico, nausea, vertigini, formicolii alle estremità, sudorazione, brividi o vampate. A questi si accompagnano sensazioni cognitive come la paura di perdere il controllo, di impazzire o di morire, e la sensazione di irrealtà (derealizzazione o depersonalizzazione). L'attacco in sé non è pericoloso, ma è soggettivamente vissuto come tale. Il problema clinico nasce spesso dopo l'attacco: la paura del prossimo attacco può portare a comportamenti di evitamento che limitano progressivamente la qualità della vita.

Qual è la differenza tra ansia situazionale e disturbo d'ansia?

L'ansia situazionale è legata a un evento specifico e si risolve con la fine dell'evento (un esame, una scadenza lavorativa, una situazione di crisi). Il disturbo d'ansia è pervasivo, non richiede uno stimolo proporzionato per attivarsi, e persiste nel tempo. Un criterio pratico: se l'ansia continua a interferire con il funzionamento quotidiano per più di 6 settimane consecutive, o se è già presente a riposo senza uno stimolo specifico, merita una valutazione clinica. Non è necessario aspettare che la situazione diventi insostenibile.

Quali sono i segnali fisici dell'ansia cronica?

L'ansia cronica ha una componente somatica rilevante, spesso non riconosciuta come tale. I pazienti riferiscono frequentemente: cefalea tensiva ricorrente, tensione muscolare cervicale e dorsale, colon irritabile o disturbi gastrointestinali funzionali, insonnia o sonno frammentato, stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione, tremore alle mani, sensazione di nodo alla gola. Questi sintomi portano il paziente a effettuare numerosi accertamenti medici senza trovare una causa organica — il che, paradossalmente, aumenta l'ansia stessa.

Psicologo o psichiatra: chi consultare?

Lo psicologo è la figura di riferimento per il supporto psicoterapeutico ai disturbi d'ansia lievi e moderati. Le tecniche cognitivo-comportamentali (CBT) sono le più validate dalla ricerca per il trattamento dei disturbi d'ansia e del panico. Lo psichiatra è indicato quando i sintomi sono severi, quando è presente comorbidità con depressione maggiore, quando il paziente non risponde alla psicoterapia da sola, o quando è necessaria una valutazione farmacologica. Spesso le due figure lavorano in modo complementare. Presso Poliambulatorio Medical sono disponibili entrambi gli specialisti.

Quando è il momento giusto per chiedere aiuto?

Il momento giusto è quando i sintomi interferiscono con la vita quotidiana, non quando sono diventati insostenibili. Attendere che la situazione si deteriori riduce le opzioni terapeutiche e allunga i tempi di recupero. Non è necessario avere una diagnosi per prenotare un colloquio psicologico: il primo incontro ha proprio la funzione di valutare il quadro clinico e orientare il percorso più adatto. Richiedere una valutazione è un atto di consapevolezza, non un segnale di debolezza.

In sintesi

L'ansia clinicamente rilevante è trattabile con percorsi psicologici e, se necessario, farmacologici ben definiti. Riconoscere i segnali precocemente — prima che si instaurino comportamenti di evitamento — è il fattore che più influenza la risposta al trattamento.

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Poliambulatorio Medical offre visite specialistiche di Psicologia a Lamezia Terme, su appuntamento, Lun–Sab 09:00–19:00.

Nota informativa: Questo articolo ha scopo esclusivamente educativo e divulgativo. Non costituisce diagnosi né consiglio medico personalizzato e non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario abilitato.